“PENSARE” CON LE PROPRIE MANI, “FARE” CON I PROPRI PENSIERI (*)

La progettazione degli interni è stata realizzata come progetto sociale dal Re(f)use Lab di Galliano Habitat, che ha coinvolto aziende piemontesi dell’area della riabilitazione socio-sanitaria.

Il risultato ottenuto mostra chiaramente come sia possibile coniugare progetto, creatività e stile con metodiche innovative di integrazione delle persone, delle cose e dei valori in un’ottica di sistema (approccio sistemico).

Quattro i temi sviluppati per lo studio di un framework di base che ha portato alla personalizzazione degli ambienti con suggestioni legate agli oggetti, alle tradizioni, all’ecologia e al recupero:

Il mercato, protagonista assoluto della piazza e del quartiere, il cantiere, come metafora della trasformazione e delle possibilità creative; il cambiamento, come auspicio di nuove prospettive per guardare e agire nel mondo e tra passato e futuro, in omaggio all’integrazione di tradizione e innovazione.

Gli arredi tessili, le maniglie, le testate dei letti, le mensole, tavolini e comodini, le sedute, sono stati realizzati ad hoc prendendo ispirazione dal quartiere e coinvolgendo l’artigianato locale nella prospettiva della valorizzazione del territorio e del chilometro zero.

La logica di base è stata quella dell’utilizzo più ampio possibile di prodotti locali o comunque made in Italy e, dove possibile, del recupero funzionale di oggetti di arredamento dismessi. Anche quando sono stati scelti prodotti standard, si è cercato di reinterpretarne l’impiego su una base non convenzionale, come suggerisce la logica del redesign.

I presupposti del Re(fu)se Lab

La filosofia del Re(f)use Lab si basa sulla trasformazione di mobili e oggetti d’arredamento coniugando l’estetica e la funzionalità del design con la sfida della riabilitazione psicosociale.

il Re(f)use Lab è un laboratorio d’incontro creativo di competenze, idee, potenzialità, manualità; una bottega dove si trasformano mobili e oggetti in pezzi unici secondo una logica ed un’operatività etiche ed ecologiche.

L’obiettivo del laboratorio è il recupero delle cose attraverso il recupero delle persone e viceversa, ma anche di abilità appartenenti alla tradizione rivisitate con le nuove tecnologie.

La sua operatività si sviluppa attraverso tre concetti che rappresentano il cardine della sinergia:

– Revisione dei presupposti della qualità della vita delle persone – Non sempre il “lusso” è sinonimo di qualità della vita: il modo di vivere contemporaneo, troppo spesso veloce e frenetico, ha trasformato la persona in oggetto di condizionamenti e tendenze allontanandola dal gusto per prodotti ed ambienti vicini ai cicli della natura. Soprattutto in momenti di crisi di valori e certezze come quello attuale, è necessario ricercare i criteri del bello e del funzionale più che quelli suggeriti o imposti dalle mode.

– Valorizzazione delle risorse e delle peculiarità di persone e cose, in contrapposizione all’omologazione e all’appiattimento della nostra società che cataloga la realtà come anonima e indifferenziata e le relazioni con le persone e gli oggetti in termini di uso e consumo.

– Redesign sia come recupero o utilizzo non convenzionale delle risorse materiali, sia come coinvolgimento e riabilitazione delle persone grazie ad un moderno saper fare che consenta lo sviluppo di competenze ed abilità. Ciò si esprime attraverso il lavoro, la creatività e l’interazione tra gli artigiani, i professionisti del design e i pazienti impegnati in percorsi di reinserimento sociale e lavorativo.

Sono questi i temi del design sistemico, attento ai cicli della natura come antitesi alla linearità dei processi industriali e promotore di una prospettiva che trasforma il rifiuto in risorsa e produce sviluppo e benessere per il singolo e la collettività.

Il sapere e la ricerca hanno una volta di più incontrato l’esperienza imprenditoriale di Galliano Habitat, che da diversi anni collabora con il Politecnico di Torino per la formazione in stage che prevede per gli studenti anche attività di ricerca e formazione attiva nel Laboratorio.

Seguendo questa logica, il Re(f)use Lab si basa sulla cooperazione tra soggetti di tipo diverso – come tra le specie in natura la cooperazione è più importante della competizione – e fa quindi in modo che il rifiuto di un processo produttivo o convenzionale (un mobile inutilizzato, un tessuto di fine serie o individui “a margine” della società) diventi la risorsa per un altro, evitando così di sovraccaricare l’ecosistema di oggetti di scarto eventualmente da riciclare e recuperando le peculiarità e le potenzialità delle persone .

Questa accezione della creatività funzionale, della produttività, della vendita e dell’inclusione sociale ben si coniuga con i presupposti del progetto di Housing, in quanto nuova modalità di vivere e condividere spazi e percorsi abitativi.

Il concetto di design che Galliano Habitat intende promuovere e che il Re(f)use Lab concretizza non si ispira al significato di costoso, raffinato, prezioso, elitario o stravagante. Tutto questo è l’opposto di quello che si proponeva agli albori del disegno industriale. Il design dovrebbe invece essere vicino alla gente e produrre oggetti belli e funzionali, coniugandosi con la sostenibilità.

Le aziende coinvolte nella realizzazione del progetto

Galliano Habitat è un’impresa commerciale che progetta, produce e distribuisce arredamenti e prodotti di design ed è stata fondata nel 1961 da Bartolomeo Galliano.

Da Galliano Habitat sono presenti sin dalla fine degli anni ’60 i più importanti prodotti del design italiano e internazionale. Negli anni ’70 Galliano Habitat è stato il primo rivenditore di arredamento in Italia a promuovere la vendita di mobili di design con la formula cash and carry. Negli anni successivi l’Azienda ha sempre seguito con decisione la linea del mobile contemporaneo di qualità, mantenendo nel tempo la propria identità al di là delle mode passeggere.

Progetto du Parc è un’organizzazione che si occupa di percorsi di cura in Salute Mentale dal 1997; gestisce una Comunità Terapeutica, quattro gruppi appartamento nella provincia di Torino e una rete di professionisti che sul territorio seguono progetti riabilitativi domiciliari e di reinserimento psicosociale. La filosofia riabilitativa del Progetto du Parc si fonda sulla valorizzazione e l’integrazione della diversità nel tessuto sociale; per questo nel tempo ha attivato iniziative di sensibilizzazione ed empowerment collaterali alla psicoterapia residenziale. Dal 2011 attiva progetti di Ecologia Relazionale per il reinserimento lavorativo di pazienti con psicopatologia.

Blu Acqua è un’équipe multi professionale di psicologi, psicoterapeuti, medici, educatori, designer, arte terapeuti che si occupa di progetti riabilitativo – ricreativi in quattro gruppi appartamento nell’Area metropolitana di Torino, due strutture per disabilità psicofisica e una Comunità Alloggio per pazienti in carico alla Salute Mentale.

(*) liberamente tratto da: Autoprogettazione? – Enzo Mari (1974).

http://www.programmahousing.org/?tribe_events=inaugurazione-della-residenza-temporanea-di-porta-palazzo