Galliano Habiti cappotti2

OPEREAPERTE, con il Laboratorio MICCA e Galliano Habitat allestirà, al secondo padiglione Terrazza Torino, gli spazi di Turismo Torino e Provincia www.turismotorino.org.
Per gli eventi del SALONE OFF, saranno svolti dei corsi e dei laboratori presso il nostro Laboratorio Micca di Torino – a breve pubblicheremo gli orari e le date.

Il masterplan Smile, un percorso attraverso 45 idee patrimonio comune, è stato presentato venerdì 13 novembre al Teatro Regio di Torino.

Tra i quattro esempi concreti di idee innovative realizzate da imprese coraggiose per vivere le aree urbane in maniera più smart è stata esposta, all’entrata del Teatro Regio, la seduta “due per due”, progettata da Alessandra Ochetti e realizzata in materiale riciclato dal Refuse Lab all’interno della rete sistemica di imprese Opereaperte.

 

Le attività del Laboratorio MICCA

Posted: 21st novembre 2013 by admin in Uncategorized

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cartolina Laboratorio MICCA

 

 

 

“PENSARE” CON LE PROPRIE MANI, “FARE” CON I PROPRI PENSIERI (*)

La progettazione degli interni è stata realizzata come progetto sociale dal Re(f)use Lab di Galliano Habitat, che ha coinvolto aziende piemontesi dell’area della riabilitazione socio-sanitaria.

Il risultato ottenuto mostra chiaramente come sia possibile coniugare progetto, creatività e stile con metodiche innovative di integrazione delle persone, delle cose e dei valori in un’ottica di sistema (approccio sistemico).

Quattro i temi sviluppati per lo studio di un framework di base che ha portato alla personalizzazione degli ambienti con suggestioni legate agli oggetti, alle tradizioni, all’ecologia e al recupero:

Il mercato, protagonista assoluto della piazza e del quartiere, il cantiere, come metafora della trasformazione e delle possibilità creative; il cambiamento, come auspicio di nuove prospettive per guardare e agire nel mondo e tra passato e futuro, in omaggio all’integrazione di tradizione e innovazione.

Gli arredi tessili, le maniglie, le testate dei letti, le mensole, tavolini e comodini, le sedute, sono stati realizzati ad hoc prendendo ispirazione dal quartiere e coinvolgendo l’artigianato locale nella prospettiva della valorizzazione del territorio e del chilometro zero.

La logica di base è stata quella dell’utilizzo più ampio possibile di prodotti locali o comunque made in Italy e, dove possibile, del recupero funzionale di oggetti di arredamento dismessi. Anche quando sono stati scelti prodotti standard, si è cercato di reinterpretarne l’impiego su una base non convenzionale, come suggerisce la logica del redesign.

I presupposti del Re(fu)se Lab

La filosofia del Re(f)use Lab si basa sulla trasformazione di mobili e oggetti d’arredamento coniugando l’estetica e la funzionalità del design con la sfida della riabilitazione psicosociale.

il Re(f)use Lab è un laboratorio d’incontro creativo di competenze, idee, potenzialità, manualità; una bottega dove si trasformano mobili e oggetti in pezzi unici secondo una logica ed un’operatività etiche ed ecologiche.

L’obiettivo del laboratorio è il recupero delle cose attraverso il recupero delle persone e viceversa, ma anche di abilità appartenenti alla tradizione rivisitate con le nuove tecnologie.

La sua operatività si sviluppa attraverso tre concetti che rappresentano il cardine della sinergia:

- Revisione dei presupposti della qualità della vita delle persone – Non sempre il “lusso” è sinonimo di qualità della vita: il modo di vivere contemporaneo, troppo spesso veloce e frenetico, ha trasformato la persona in oggetto di condizionamenti e tendenze allontanandola dal gusto per prodotti ed ambienti vicini ai cicli della natura. Soprattutto in momenti di crisi di valori e certezze come quello attuale, è necessario ricercare i criteri del bello e del funzionale più che quelli suggeriti o imposti dalle mode.

- Valorizzazione delle risorse e delle peculiarità di persone e cose, in contrapposizione all’omologazione e all’appiattimento della nostra società che cataloga la realtà come anonima e indifferenziata e le relazioni con le persone e gli oggetti in termini di uso e consumo.

- Redesign sia come recupero o utilizzo non convenzionale delle risorse materiali, sia come coinvolgimento e riabilitazione delle persone grazie ad un moderno saper fare che consenta lo sviluppo di competenze ed abilità. Ciò si esprime attraverso il lavoro, la creatività e l’interazione tra gli artigiani, i professionisti del design e i pazienti impegnati in percorsi di reinserimento sociale e lavorativo.

Sono questi i temi del design sistemico, attento ai cicli della natura come antitesi alla linearità dei processi industriali e promotore di una prospettiva che trasforma il rifiuto in risorsa e produce sviluppo e benessere per il singolo e la collettività.

Il sapere e la ricerca hanno una volta di più incontrato l’esperienza imprenditoriale di Galliano Habitat, che da diversi anni collabora con il Politecnico di Torino per la formazione in stage che prevede per gli studenti anche attività di ricerca e formazione attiva nel Laboratorio.

Seguendo questa logica, il Re(f)use Lab si basa sulla cooperazione tra soggetti di tipo diverso – come tra le specie in natura la cooperazione è più importante della competizione – e fa quindi in modo che il rifiuto di un processo produttivo o convenzionale (un mobile inutilizzato, un tessuto di fine serie o individui “a margine” della società) diventi la risorsa per un altro, evitando così di sovraccaricare l’ecosistema di oggetti di scarto eventualmente da riciclare e recuperando le peculiarità e le potenzialità delle persone .

Questa accezione della creatività funzionale, della produttività, della vendita e dell’inclusione sociale ben si coniuga con i presupposti del progetto di Housing, in quanto nuova modalità di vivere e condividere spazi e percorsi abitativi.

Il concetto di design che Galliano Habitat intende promuovere e che il Re(f)use Lab concretizza non si ispira al significato di costoso, raffinato, prezioso, elitario o stravagante. Tutto questo è l’opposto di quello che si proponeva agli albori del disegno industriale. Il design dovrebbe invece essere vicino alla gente e produrre oggetti belli e funzionali, coniugandosi con la sostenibilità.

Le aziende coinvolte nella realizzazione del progetto

Galliano Habitat è un’impresa commerciale che progetta, produce e distribuisce arredamenti e prodotti di design ed è stata fondata nel 1961 da Bartolomeo Galliano.

Da Galliano Habitat sono presenti sin dalla fine degli anni ’60 i più importanti prodotti del design italiano e internazionale. Negli anni ’70 Galliano Habitat è stato il primo rivenditore di arredamento in Italia a promuovere la vendita di mobili di design con la formula cash and carry. Negli anni successivi l’Azienda ha sempre seguito con decisione la linea del mobile contemporaneo di qualità, mantenendo nel tempo la propria identità al di là delle mode passeggere.

Progetto du Parc è un’organizzazione che si occupa di percorsi di cura in Salute Mentale dal 1997; gestisce una Comunità Terapeutica, quattro gruppi appartamento nella provincia di Torino e una rete di professionisti che sul territorio seguono progetti riabilitativi domiciliari e di reinserimento psicosociale. La filosofia riabilitativa del Progetto du Parc si fonda sulla valorizzazione e l’integrazione della diversità nel tessuto sociale; per questo nel tempo ha attivato iniziative di sensibilizzazione ed empowerment collaterali alla psicoterapia residenziale. Dal 2011 attiva progetti di Ecologia Relazionale per il reinserimento lavorativo di pazienti con psicopatologia.

Blu Acqua è un’équipe multi professionale di psicologi, psicoterapeuti, medici, educatori, designer, arte terapeuti che si occupa di progetti riabilitativo – ricreativi in quattro gruppi appartamento nell’Area metropolitana di Torino, due strutture per disabilità psicofisica e una Comunità Alloggio per pazienti in carico alla Salute Mentale.

(*) liberamente tratto da: Autoprogettazione? – Enzo Mari (1974).

http://www.programmahousing.org/?tribe_events=inaugurazione-della-residenza-temporanea-di-porta-palazzo

 

 

torretta del design, castello del valentinotorino. raggiungere luigi bistagnino– ginobista – e accedere al suo studio-libreria-presbiterio che domina sutorino sembra un percorso di purificazione, una via crucis per l’espiazione di tutti i peccati che il progettista possa commettere: telefono a rotella, porte criptate da telefoni a rotella, ascensori poco più grandi di un telefono a rotella, scale buie. a rotella. 

l’arduo percorso porta all’oracolo della new wave del design. saggio ed estremo, ginobista, alla nostra prima non-domanda, si rivela a noi. un fiume in piena….

contina su  http://fronteliberazionedesigner.tumblr.com/post/42507924593/torretta-del-design-castello-del-valentino

 

Si incomincia finalmente a parlare delle tesi sistemiche e del design sistemico il cui precursore è il Prof. Bistagnino del Politecnico di Torino. Tesi perfettamente sposate da Opereaperte:

la natura è ciclica i processi devono essere ciclici. Per noi quindi la rete sistemica si basa sulla cooperazione tra soggetti di tipo diverso – come tra le specie in natura la cooperazione è più importante della competizione – e fa quindi in modo che il rifiuto di un processo produttivo diventi la risorsa per un altro, evitando così di sovraccaricare l’(eco)sistema di oggetti di scarto eventualmente da riciclare.

leggi l’articolo: “Un futuro ad economia circolare”

 

SOLD OUT

Posted: 21st dicembre 2012 by admin in News

Grazie a tutti per la giornata di ieri. Buone Feste.

Torino, 18 dicembre 2012

  • Comunicato stampa –

20 dicembre dalle ore 12 alle ore 18.30 in vendita gli oggetti del laboratorio presso gli spazi di Galliano Habitat in via Pietro Micca, 12 a Torino

La creatività come veicolo di salute mentale grazie ad ago, filo, tessuti di scarto e tanta fantasia.

Questi gli ingredienti della prima linea sartoriale del Re(f)Use Lab, primo laboratorio sistemico interattivo che verrà inaugurata domani pomeriggio dalle 12 alle 18, negli spazi esclusivi di Galliano Habitat, in via Pietro Micca 12 a Torino.

Stoffe e fili scartati, stock di magazzino obsoleti, tessuti di campionario destinati all’oblio sono stati reinterpretati, all’insegna dell’up-cycling, in una linea di design esclusiva realizzata attraverso un processo creativo riabilitativo dove nulla si distrugge e tutto si ricrea.

Così grazie al lavoro di persone in percorsi di ri-abilitazione, sarti esperti e designer professionisti drappi e materiali di scarto sono divenuti tovagliette, oggetti per la casa, piccoli bjoux, portachiavi ma anche borse e custodie per l’Ipad e tanti articoli utili nella vita quotidiana e perfetti come doni natalizi originali ed etici.

Il ricavato della vendita verrà interamente utilizzato per pagare gli stylist, ed i sarti che hanno realizzato gli oggetti, e per finanziare ulteriori iniziative che utilizzano la creatività e il recupero come strumento di riabilitazione.

Durante l’inaugurazione verrà presentato a tutte le associazioni piemontesi #GIUSTOPERTE servizio di ascolto, assistenza ed informazione e orientamento alla ‘rete’ dei Servizi socio-sanitari locali.

L’idea di reinventare e riutilizzare gli oggetti come strumenti di cura e salute è di Opereaperte, la prima rete di imprese – tutte piemontesi – in grado di riunire la realtà della riabilitazione (Progetto du Parc di Torre Pellice e Blu Acqua) con l’eccellenza dell’arredamento (Galliano Habitat).